REDDITO NATURALE

PROGRESSIVO — EQUO — UNIVERSALE

Obiettivi

di una nuova idea di reddito

Reddito Naturale nasce dall'idea che tutti i cittadini possano fruire di beni e servizi ritenuti fondamentali in una società moderna, come garanzia di libertà ed equità. Per tutelare tali diritti, l'imposizione fiscale individuale deve essere bilanciata in base alla propria capacità contributiva.

Partendo da questi princìpi, Reddito Naturale è progettato per semplificare l'attuale imposta sul reddito: obsoleta, dispersiva, iniqua e complicata da stratificazioni di norme e parametri.

L'IRPEF deve essere riformata. Ma per progredire è necessario rivoluzionare gli schemi del passato.


IRPEF: scopri cos'è e come funziona


Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
— Costituzione della Repubblica Italiana, Art. 53

Un'imposta veramente progressiva

L'imposta sul reddito è progressiva quando, maggiore è il reddito, maggiore è la percentuale che viene dovuta allo Stato.

L'IRPEF in vigore, tramite il sistema delle aliquote, contraddice questo principio essendo progressiva solo in parte, violando di fatto i dettami costituzionali.

  • I più ricchi sono esentati dalla progressività dell'imposta: mentre i contribuenti con redditi medio-bassi subiscono l'aumento delle aliquote al crescere del reddito, per quelli superiori l'aliquota si assesta ad un valore costante, divenendo a tutti gli effetti un'imposta proporzionale.
  • Sopra un certo reddito, più guadagni, meno percentuale paghi: a causa di continui interventi legislativi sovrapposti, l'aliquota marginale effettiva non è uniformemente crescente, anzi cresce drasticamente per i redditi bassi e decresce per i redditi più alti.
  • Vivere di rendita: le rendite finanziarie e da capitale non concorrono direttamente al reddito imponibile e godono di imposte sostitutive con aliquote agevolate, pur essendo strumenti maggiormente in mano al ceto più abbiente.

Reddito Naturale non usa obsolete aliquote a scaglioni, ma una formula progressiva che permette di incrementare la percentuale di imposta al crescere del reddito. In esso confluiscono tutte le categorie di entrate, senza escludere rendite e capital gain.

In questo modo, anche i più ricchi devono rispettare la progressività dell'imposta.

Equità come garanzia dei diritti

L'imposta sul reddito è lo strumento principale di redistribuzione della ricchezza. Come tale, deve garantire a tutti i cittadini di poter provvedere al proprio sostentamento e di poter accedere ai servizi essenziali, prevedendo compensazioni in caso di reddito insufficiente.

Il sistema vigente non basta per bilanciare il divario tra ricchezza e povertà, né a contrastare il suo continuo incremento. L'attuale disparità deriva principalmente dall'accumulo esponenziale di beni che garantisce maggiori introiti a chi ha già a disposizione grandi capitali, noto anche come effetto San Matteo. I governi che si succedono optano per applicare correttivi in sostegno delle fasce di popolazione meno abbienti, invece che affrontare il problema della redistribuzione della ricchezza alla radice.

Reddito Naturale porta ad un livello comparabile le diverse fasce di reddito. Coloro che hanno avuto economicamente più fortuna diventano maggiormente partecipi della spesa pubblica, mentre a chi è rimasto ai margini della società viene garantita la possibilità di condurre una vita dignitosa e di ritrovare un'occasione di miglioramento.

Una sola imposta universale

Conoscere l'imposta da versare dovrebbe essere facile tanto quanto conoscere il proprio reddito.

Attualmente, calcolare quanto dovuto allo Stato è un'attività complicata e soggetta a continui mutamenti.

  • Vi sono distinzioni in base alla tipologia di reddito, se dipendente, autonomo o pensionato, e alla composizione del nucleo famigliare.
  • Numerose leggi, che regolano le spese fiscali tra deduzioni, detrazioni e bonus, continuano ad essere aggiunte e modificate nel corso degli anni: esistono più di cento casistiche da dover prendere in considerazione nelle dichiarazioni dei redditi!
  • A queste vanno aggiunte le tasse relative ai servizi forniti da Enti pubblici, con costo spesso legato al reddito annuale lordo, come tasse universitarie, rette per asili, imposte municipali e molte altre.

Reddito Naturale agevola le fasce con redditi minori eliminando la necessità di tali correttivi, semplificando drasticamente il calcolo dell'imposta per tutti i contribuenti.

Infine, gli Enti pubblici possono semplicemente definire un prezzo relativo al tipo di servizio erogato, senza applicare variazioni in base al reddito: è l'imposta sul reddito che garantisce l'accesso a tali servizi.


Ideato per garantire a tutti i cittadini la fruibilità di beni e servizi ritenuti fondamentali in una società moderna
Progettato per semplificare un'imposta sul reddito obsoleta, dispersiva, iniqua e complicata da stratificazioni di norme e parametri

La formula perfetta

per un reddito naturale

La funzione che contrasta e allo stesso tempo traduce su una scala confrontabile i fenomenti esponenziali è il logaritmo naturale. Proprio da esso deriva il nome di Reddito Naturale.

Contrasto all'accumulo esponenziale

La dimensione dei redditi più elevati è centinaia o migliaia di volte maggiore rispetto al reddito medio. Applicando il logaritmo al reddito con un adeguato fattore di scala, il rapporto si riduce a poche decine di volte.

Senza limiti di crescita

Il logaritmo è una funzione che non ha un valore massimo, ma cresce all'infinito, anche se sempre più lentamente. Applicare il logaritmo al reddito annuo non pone un limite a quanto una persona possa guadagnare.

Compatibile con un reddito minimo garantito

Prevedere una forma di sostegno per i redditi molto bassi o nulli non contrasta con la natura logaritmica pensata per il reddito. La base imponibile a cui viene applicata la formula riguarda soltanto la quota che eccede il reddito minimo garantito.


Il logaritmo naturale è la funzione che contrasta e allo stesso tempo traduce su una scala confrontabile i fenomenti esponenziali
È da esso che deriva il nome di Reddito Naturale

Definizione

dell'imposta sul reddito

La formula si basa su tre parametri fondamentali per il calcolo dell'imposta:

  • Rreddito annuale lordo,
    calcolato sommando tutte le entrate dell'anno;
  • Mreddito minimo garantito,
    compensato dallo Stato per i redditi nulli o molto bassi;
  • Tsoglia dei tre decimi,
    determina quale valore della base imponibile tassare al 30%.

Dai primi due deriva la base imponibile B, differenza tra reddito lordo e reddito minimo:

B = RM

L'imposta è quindi formulata come:

I =
B
per B ≤ 0
B − ln (
B
T
+ 1 ) × T
per B ≥ 0

La formula si divide in due casi, cioè quando il reddito lordo superi o meno la quota di reddito minimo garantito.

Nel caso il reddito lordo sia inferiore a quello minimo, la base imponibile B è un valore negativo e di conseguenza lo è anche l'imposta dovuta: è lo Stato che eroga la quota d'imposta al cittadino invece che riceverla.

Nel caso il reddito lordo superi quello minimo, la base imponibile viene trasformata dal logaritmo naturale. La soglia dei tre decimi T viene usata come fattore di scala, dividendo prima B e infine moltiplicando il risultato del logaritmo.

La scelta di indicare una soglia dei tre decimi non è casuale: quando la base imponibile B è uguale a tale soglia T, la proporzione dell'imposta diventa

1 − ln 2 ≈ 0,3

approssimando il 30% della base imponibile.

La soglia dei tre decimi determina in modo chiaro anche il livello di base imponibile B tassata al 50%: essa corrisponde al 250% della soglia T. Il valore è determinato dalla soluzione dell'equazione

B = 2 ln ( B + 1 )

che corrisponde a B ≈ 2,5.


Parametrizzazione

I valori che devono assumere la soglia dei tre decimi T e il reddito minimo garantito M vanno accuratamente impostati per mantenere un adeguato gettito per lo Stato e influire positivamente sulle fasce meno abbienti della popolazione. Possono essere modificati in base alle necessità di bilancio, abbassando T qualora lo Stato dovesse aumentare l'imposizione fiscale, non in maniera uniforme ma incidendo soprattutto sui redditi più elevati.

Sono stati scelti i seguenti parametri

M = 6.000€
T = 40.000€

Il primo corrisponde all'attuale cifra individuale del Reddito di Cittadinanza, definendo come soglia di reddito minimo 6.000€ l'anno per ogni singolo adulto. Per far rimanere inalterato l'attuale gettito IRPEF, il parametro T dovrebbe assumere un valore non superiore a 42.000€, in base ai dati statistici sulle dichiarazioni dei redditi 2020. Non disponendo di dati con granularità abbastanza fine, viene scelto cautelativamente il valore di 40.000€.

Puoi provare direttamente il calcolo dell'imposta con questi parametri tramite lo strumento di simulazione dedicato.

Tramite i seguenti grafici è possibile confrontare come l'attuale IRPEF e l'imposta definita con Reddito Naturale influiscano sul reddito annuale netto. I parametri T e M sono modificabili per simulare diverse configurazioni.


I redditi più elevati sono centinaia o migliaia di volte maggiori rispetto al reddito medio: applicando il logaritmo, il rapporto si riduce a poche decine di volte Anche i più ricchi devono rispettare la progressività dell'imposta

Domande frequenti

e risposte ai principali dubbi

No, Reddito Naturale riguarda l'imposizione sul reddito delle persone fisiche.

Il reddito minimo garantito è una forma di sostegno a tutti i cittadini, che si vedono corrispondere un'entrata fissa mensile incondizionata. Esiste una petizione comunitaria per proporre la sua introduzione nei paesi appartenenti all'Unione Europea.

Reddito Naturale è perfettamente compatibile con l'esistenza di un reddito minimo garantito, in quanto la sua quota può essere esclusa dalla base imponibile, come spiegato nella definizione.

La flat tax è certamente la forma più semplice di imposta sul reddito, e può sembrare a prima vista lo strumento più equo. Prevede infatti di applicare indistintamente la stessa percentuale fissa di ritenuta. Alcuni soggetti politici hanno recentemente indicato come aliquote tra il 15% e il 23% del reddito lordo.

Tuttavia, risulterebbe equa soltanto se:

  • il costo della vita a carico della persona fosse nullo;
  • i capitali non generassero profitti esponenzialmente.

La flat tax, con la sua aliquota unica, lascerebbe inalterati gli effetti dell'erosione del reddito, causata dal costo della vita e dell'accumulo esponenziale di beni. Inoltre, essendo proporzionale, risulterebbe incostituzionale: per questo motivo le proposte di flat tax prevedono un reddito minimo esente che viene dedotto dall'imposta. Pur portando uno sgravio per i redditi bassi, il peso dell'imposta si concentrerebbe sui redditi medi, causandone l'impoverimento. Paradossalmente, spingerebbe i redditi più bassi ancora più in basso e permetterebbe a quelli più alti di crescere senza limiti. Il divario tra ricchi e poveri verrebbe quindi spinto ancor più all'estremo.

Reddito Naturale interviene proprio su questi effetti, portando redditi sia bassi che alti verso una zona centrale e abbattendo drasticamente le differenze che man mano si stanno sempre più accentuando.

Infine, l'aliquota bassa della flat tax causerebbe un'enorme riduzione del gettito, da compensare con deficit nella speranza che un'eventuale crescita economica ripiani il debito accumulato. Con Reddito Naturale il gettito rimarrebbe inalterato, poiché sarebbe solo distribuito in maniera più equa.

Il logaritmo naturale non può essere calcolato facilmente come somme e moltiplicazioni usate nel calcolo dell'IRPEF con le aliquote. La vera complicazione dell'imposta attualmente in vigore sono le quantità di clausole, addizionali ed esenzioni che rendono il suo calcolo un labirinto fatto di leggi in continuo mutamento.

Ad ogni modo, il logaritmo naturale è presente nelle calcolatrici di qualsiasi smartphone. Inoltre, tramite la dichiarazione precompilata o specifici applicativi, basta semplicemente elencare i propri redditi lordi per calcolare l'imposta dovuta in modo automatico. Proprio come avviene tramite lo strumento di simulazione che trovi su questa pagina.

La problematica della discrepanza tra reddito e patrimonio colpisce anche l'attuale IRPEF a scaglioni. Qualunque fosse il sistema adottato, andrebbe accompagnato da una riformulazione più vasta del concetto di reddito, includendo una percentuale del patrimonio nel computo del reddito totale.

Specificando una percentuale fissa di patrimonio che concorre al reddito, ad esempio il 2%, tramite la crescita progressiva dell'imposta con Reddito Naturale sarebbero tassati maggiormente i grandi patrimoni. Ecco un esempio:

  • una persona con reddito di 30.000€ e una casa dal valore di 100.000€ avrebbe un reddito totale di 32.000€, che comporterebbe l'imposta di 5.968€;
  • una persona con reddito nullo ma un patrimonio di 10.000.000€ avrebbe un reddito totale di 200.000€, con un'imposta pari a 123.342€.

Il secondo caso può sembrare un'imposizione fiscale esagerata, ma sarebbe equivalente ad una patrimoniale del 1,2%.

L'aumento della pressione fiscale porterebbe senza dubbio ad una fuga di capitali privati dei cittadini italiani più abbienti. Per questo motivo è necessario introdurre deterrenti alla perdita volontaria della residenza fiscale in Italia.

Un'opzione percorribile potrebbe essere applicare un'imposta su una consistente percentuale del patrimonio. Chi ha ottenuto ingenti ricchezze in Italia lo deve anche e soprattutto al contesto sociale italiano, fatto di lavoratori, di imprese e di servizi garantiti dallo Stato pagati dai contribuenti. Lasciare l'Italia dal punto di vista fiscale richiederebbe quindi di lasciare all'Italia una parte di quanto ottenuto.

Il reddito tassato è quello individuale, non viene considerato lo stato civile della persona. Questo serve ad incentivare al lavoro entrambi i coniugi, poiché nelle famiglie monoreddito è statisticamente preponderante il lavoro svolto dall'uomo.

Ad ogni modo, nelle famiglie monoreddito chi non percepisce entrate viene sostenuto dall'assegno per coniuge e figli a carico. Gli assegni familiari potrebbero essere sostituiti dal reddito minimo garantito dei figli e del coniuge che non lavora, mantenendo quindi le agevolazioni già esistenti per le famiglie. Considerando dei redditi familiari medi, le due situazioni si trovano in sostanziale equilibrio.

Reddito Naturale è concepito per il reddito della persona fisica, non quella giuridica delle aziende. Andrebbe quindi ad influire solo su stipendi e profitti distribuiti come dividendi, non sull'utile delle imprese.

Sarebbe invece un deterrente per stipendi manageriali spropositati e grosse percentuali di dividendi, lasciando più denaro a disposizione per gli investimenti interni e contribuendo al progresso delle società, con benefici non limitati alla sola realtà aziendale.

Non necessariamente: vi sono diversi fattori di eterogeneità del costo della vita che non possono essere ignorati. Idealmente lo Stato dovrebbe preoccuparsi di appianare tali divergenze, ma non tutte sono facilmente risolvibili.

La parametrizzazione del Reddito Naturale può così essere usata per assorbire le diversità di costo della vita su base individuale, famigliare o locale, variando sensibilmente i valori che determinano il calcolo dell'imposta.

Con lo stesso principio possono essere implementate le addizionali regionali e comunali, mantenendo la progressività dell'imposta.


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